Cassino – Montecassino candidata per entrare nella Lista Patrimonio Unesco
C’è qualcuno che diceva – e lo si sente ripetere sempre più spesso – che così come nei Paesi mediorientali ricchi di idrocarburi esiste e ha un’importanza immensa il Ministero del Petrolio, perché è quella la risorsa che da loro fa girare l’economia e crea ricchezza, così in Italia il Ministero dei Beni Culturali dovrebbe avere un ruolo centrale nel Governo, perché è nelle bellezze ereditate dai secoli passati che potremmo trovare il nostro petrolio. Non solo, l’Italia è la nazione ad avere il maggior numero di siti inclusi nella lista dei patrimoni dell’umanità stilata dall’Unesco. Nei 51 siti fisici, nei 6 Patrimoni orali e immateriali dell’umanità e nei 6 beni inseriti nel Registro della Memoria del Mondo che può vantare il nostro Paese, non compare un monumento che è conosciuto ovunque: l’abbazia di Montecassino. Distrutta più volte nella sua storia, l’ultima poco più di settant’anni fa, e più volte ricostruita, rappresenta però un riferimento culturale imprescindibile per la civiltà occidentale.
Proprio questa mattina si è riunito, presso il Rettorato dell’Università degli Studi Cassino e del Lazio Meridionale, un tavolo tecnico per sostenere la candidatura all’Unesco di un progetto denominato “Il paesaggio culturale degli insediamenti benedettini dell’Italia medievale” tra cui rientrerà anche l’abbazia di Montecassino e i territori limitrofi.
Partecipavano all’incontro il sindaco del Comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro, l’abate Dom Donato Ogliari, il rettore Giovanni Betta, la delegata per la diffusione della Cultura e della conoscenza, la professoressa Giulia Orofino, la docente di Museologia Ivana Bruno, il coordinatore del progetto, Ruggero Longo, e Gabriella Musto, direttore del Monumento Nazionale di Montecassino.
«E’ per me e la mia amministrazione motivo di orgoglio – ha detto il sindaco D’Alessandro – il fatto che l’abbazia di Montecassino, insieme ai complessi di Subiaco, la Sacra di San Michele, San Vincenzo al Volturno, Farfa, San Pietro al Monte a Civate, Sant’Angelo in Formis, San Vittore alle Chiusa a Genga, sia stata selezionata fra gli oltre 160 insediamenti benedettini ubicati sul territorio nazionale per rappresentare il fenomeno culturale, architettonico e artistico legato alla Regola benedettina».
La nostra terra ha potenzialità turistiche grandissime e ancora largamente inesplorate. Ha continuato il sindaco: «Crediamo che questa iniziativa rappresenti un’opportunità straordinaria per lo sviluppo culturale e turistico del territorio. Secondo alcuni dati, infatti, i comuni che si fregiano del riconoscimento Unesco, sono soggetti ad un incremento di visite pari al 20% per cento all’anno con tutti i vantaggi che ne derivano. Pertanto, il Comune si è messo a disposizione per recapitare al coordinatore del progetto tutta la documentazione relativa alle mappe catastali entro la fine di febbraio, ovvero prima di un nuovo incontro operativo per definire la road map che ci porterà alla presentazione della candidatura ufficiale per l’inserimento nella Word Heritage List-Unesco».










